LA STORIA

All’epoca delle grandi conquiste territoriali dell’esercito romano, gli ex capi militari, gli abili politici e gli amministratori pubblici, venivano ingraziati per i loro servigi con la proprietà di un terzo dei poderi espropriati durante la battaglia. Anche Mathi, che fino al XIII secolo, durante l’occupazione Longobarda di Fredegario si estendeva fino al culmine delle alpi Graie (Vallem detta Amathegis), nell’anno 584 fu ceduta per ottenere la pace e venne assegnata ad un romano di nome Mattius o Matticus, col significato di fondo appartenete alla famiglia dei Mattii. In epoca medievale, fu elevato un castello, ora ne e’ rimasta solo la torre (il Torrione), il quale era adibito a dimora del nuovo proprietario. Il 4 maggio 991 nel comune di Visone in provincia di Alessandria, Matingo (così come veniva chiamata Mathi ai tempi dei Longobardi), venne donata ed entrò a far parte dei possedimenti dei benedettini dell’Abbazia di Pulcherada.

 


Il Torrione medievale (all'interno della Parrocchia di San mauro Abate); il più antico monumento di Mathi

Parte della “Carta del Piemonte Antico” tracciata dall’Abate Lirelli (geografo della Reale Accademia delle Scienze di Torino), dove sono indicate le valli di Mathi (Vallem detta Amathegis). Anno 1785

 

Con l’affievolirsi della presenza benedettina il paese venne a far parte della castellania di Balangero. Dopo la perdita del feudo dei visconti di Balangero (i Baratonia) e dei loro vassali, il paese tornò nelle mani dei Savoia che lo diedero in feudo a molte famiglie piemontesi, sarà nuovamente coinvolto nelle vicende storiche dello stato sabaudo in particolare si ricordano i giorni 8-9 luglio 1705 durante il saccheggio del paese ad opera delle truppe francesi scese dalla valle di Susa per l’occupazione di Torino e dell’intero Piemonte.

 

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